lunedì 9 aprile 2012

Virgo Cluster - The Markarian Chain (Virgo)


Specifiche
Ottica: Astrophysics 130 f/4.5 - CCD QHY8 OSC - Guida in parallelo Philips 900
Montatura: Synta HEQ5
Pose: 18x5m RGB
Guida con K3 - Acquisizione con Nebulosity - Elaborazione con Photoshop
Sito: Frasso Sabino (RM), febbraio 2009

Note
Torno per Pasqua, dopo un lungo ritiro, dedicato anche al ripristino del mio vecchio ZEN, un Maksutov-Gregory da 250mm, un f/12 difficile da maneggiare e mettere a fuoco, sensibile al seeing come un cavallo di razza.  Ma capace di andare sulle piccole galassie con un bel contrasto, grazie anche alla sua bassa ostruzione.
E di galassie voglio parlare, specie delle minori, nei cluster tra Vergine, Leone e Coma Berenicis, dove con una foto ne catturi centinaia, migliaia anche se poi non le vedi nemmeno, come i banchi di alici nelle sciabiche.
Mi intriga molto andarci dentro con lo zoom e scoprire che molti dei puntini sempre più deboli, che sembravano stelline si rivelano lontane galassie, piccoli universi scagliati lontano all'inizio del tempo a creare lo spazio.

Il Cluster della Vergine è un immenso ammasso di galassie situato nella costellazione della Vergine a circa 60 milioni di anni luce dal sistema solare, tra beta Leo e epsilon Virgo, con il grosso delle galassie concentrato ai confini superiori della costellazione, vicino alla beta del Leone, Denebola.
L’ammasso comprende circa 1300 galassie, forse molte di più, fino a 2000, circa il 58% delle quali sono a spirale, il 27% ellittiche e il resto galassie irregolari.
Dell'Ammasso della Vergine fanno parte molti oggetti Messier, tra i quali in particolare le galassie giganti ellittiche M84, M86, M87 e M88. Le prime due costituiscono la coda della Markarian Chain, catena appunto di una diecina di galassie poste più o meno al centro dell’ammasso della Vergine.
Con la sua enorme massa l’Ammasso della Vergine è la più grande struttura accertata nelle nostre vicinanze, su scala intergalattica, il più remoto agglomerato di oggetti che abbia un legame fisico con il Gruppo Locale, che include la nostra Via Lattea e ne influenza tutti i gruppi di galassie con la sua enorme attrazione gravitazionale.
L’ attrazione di un così enorme concentrato di materia ha infatti rallentato le velocità di recessione (l'effetto "Hubble", dovuto all'espansione dell'universo) di tutti i gruppi di galassie intorno, e provocato al contrario un effettivo afflusso di materia verso se stesso (il cosiddetto Virgo-centric flow).

Nella foto è ripresa la cosiddetta catena di Markarian, nella parte centrale del Virgo Cluster, dove una sequenza casuale di galassie forma appunto una catena semicircolare, iniziando da destra con M84 e proseguendo verso sinistra con M86, entrambe giganti ellittiche.
L’intero ammasso si riprende con un largo campo, un 50mm al massimo, che male comunque riesce a distinguere le galassie, per via della scarsa apertura. Occorrono aperture maggiori da usare in qualche sub-area. Tra queste la principale è appunto quella della Markarian Chain che si fa bene a 500mm circa con anche M87.
Servono esposizioni abbastanza lunghe, tipicamente da 10-15 minuti, per molte pose fino ad almeno 2-3 ore, per evidenziare le piccole tracce delle numerosissime galassie nane, anche se sopra i 10 minuti si bruciano i nuclei della principali ellittiche.


Tech Specs
Lens: Astrophysics 130 f/4.5 - Camera CCD QHY8 OSC – Guide webcam Philips 900
Mount: Synta HEQ5
Pose: 18x5m RGB
Guide: K3 – Acquisition: Nebulosity – Processing: Photoshop
Location: Frasso Sabino (RM), february 2009

My Notes

Back from a break, just for the Easter, after a long pause with many events, among which re-establishing my old ZEN, a 10” f/12 Maksutov-Gregory, hard to handle and to focus, sensitive to ‘seeing’ like a thoroughbred. But capable of going into the small galaxies with a bright contrast, also thanks to its reduced obstruction.
That’s just of galaxies I like to report here today, particularly of those minors, almost hidden in major and minor clusters in Virgo, Leo and Coma Berenicis constellations, where a shot catches hundreds of galaxies, even thousands almost invisible shadows, like anchovies shoals in a fishnet.
I like so much to seek into and realize that many of those weak spot traces looking like small stars reveal to be far galaxies, mini universes thrown far away at the beginning of time to form the space.

The Virgo Cluster is a very large cluster of galaxies approximately 60 millions ly away in the constellation Virgo, just between beta Leo and epsilon Virgo, most of galaxies being concentrated at the upper borders, nearby the beta Leo, Denebola.
The cluster is formed by approximately 1300 (and possibly up to 2000) member galaxies, some 58 percent of which are spirals, 27 percent are ellipticals, and the rest are irregulars.
Many Messier objects are in the Virgo Cluster, among which the elliptical giants M84, M86, M87, M88, the first two forming the tail of the Markarian Chain, a semicircular sequence of some ten galaxies roughly placed in the centre of the cluster.
Because of its enormous mass the Virgo Cluster dominates our intergalactic neighborhood, as it represents the physical centre of our Local Supercluster (also called Virgo or Coma-Virgo Supercluster) Its gravitational attraction influences all the galaxies and galaxy groups, slowing down the escape velocities (due to cosmic expansion, the `Hubble effect') of all the galaxies and galaxy groups around it, thus causing an effective matter flow towards itself (the so-called Virgo-centric flow).

In the image the Markarian chain is just shown, in the central portion of the Virgo Cluster, where a chain of galaxies is casually formed starting from M84, on the right (west) and M86 (right-to-left), both giant ellipticals.
The whole cluster can be pictured within a short objective (50mm), although the reduced aperture doesn’t allow to distinguish the small galaxies. Wider optics are needed to use in reduced areas, among which the Markarian Chain  can be well depicted around 500 mm focal lenght.
Long enough exposures are also mandatory, say 10-15 minutes, for at least a couples of hours total, to pick up the weak traces of the small galaxies, although the big elliptical may be fired up for exposures longer than 10 minutes.




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