giovedì 19 aprile 2012

Nebulosa Cono (NGC 2264 - Monoceros)




Specifiche
Ottica: Canon 200 f/2.8 - CCD QHY8 OSC - Guida in parallelo Philips 900
Montatura: Synta HEQ5
Pose: 6x15m RGB – 8x15m Ha
Guida con K3 - Acquisizione con Nebulosity - Elaborazione con Photoshop
Sito: Macere (RM), febbraio 2011

Note
Prima che scompaia del tutto nel primo crepuscolo, voglio mostrare una ripresa di questo complesso nebulare che insieme alla più nota Rosetta fa da coda di sua maestà Orione.
Il gruppo noto come Nebulosa Cono prende il catalogo dell’omonimo ammasso NGC2264 e il nome dalla sua forma appunto a tronco di semicono. Foto lunghissime evidenziano i dettagli, molto simili al Pilastri di M16, di questo enorme ammasso di gas e polveri. Opposto alla punta del Cono e evidenziato da due brevi concatenazioni di stelle, si trova un asterismo noto come Albero di Natale, testimonianza dell’infinita fantasia degli astronomi perché io non l’ho mai visto !
La stella accecante al centro è la 15 Monocerotis, in realtà un sistema di 4 stelle brillanti, responsabile dei processi del gas e serio motivo di disturbo delle pose e del successivo processo.
Intorno al Cono si espande una zona nebulare vastissima caratterizzata da moltissime increspature, di varie scale, come create da un’enorme marea, la più nota delle quali è la Fox Fur, che in effetti, questa sì sembra una volpe disposta proprio a collo di pelliccia, che comunque nella foto non si vede.
Oltre che a largo campo, questo oggetto si presta a focali maggiori, da 500 cm fino a oltre 2 metri, ricchissima com’è di dettagli. Ancora una volta il segreto sta in tempi lunghi e grande uso del filtro Ha.
L’ho fatta in una sola notte d’inverno, a Macere, che poi sarebbe Lariano, anche se è nel comune di Artena, invano rivale nella panificazione del celebre pane, che infatti ho sbocconcellato a lungo nella freddissima notte di febbraio dell’anno scorso.
Per inciso, credo che sia stato proprio allora, quando, dopo le 4, ho cominciato a smontare per l’ennesima volta con le dita gelate nel buio mal rischiarato dalla lampada frontale, che mi sono promesso e ripromesso di farmi una postazione stabile. Dell’astrofilo nomade non credo proprio di avere più l’età, né l’entusiasmo !!


Tech Specs
Lens: Canon 200 f/2.8 - Camera CCD QHY8 OSC – Guide webcam Philips 900
Mount: Synta HEQ5
Pose: 6x15m RGB – 8x15m Ha
Guide: K3 – Acquisition: Nebulosity – Processing: Photoshop
Location: Macere (RM), february 2011

My Notes
Before it disappears in the early twilight, I like to show a picture of this nebular complex, the tail, together with the Rosetta nebula, of his majesty Orion.
The complex, known as Cone Nebula, takes the catalogue number of the NGC2264 cluster and the name from its resemblance to a trunked half cone.
From longest exposures a rich detail arises of that immense bulk of gases and dusts, the cone in particular recalling the M16 pillars. Just opposite to the small cone, a star asterism can be noted somehow resembling a Xmas tree, a proof of the astronomers fantasy, I never could see it !
The dazzling star in the centre is the 15 Monocerotis, actually a four-star system responsible of the radiating processes, and of the serious problems in both acquisition and processing images.
The Cone area is surrounded by a very large nebular region where a lot of ripples can be notes on various scales, like wavelets generated by gigantic tides, among which the Fox Fur is known, this really resembling a fox laying just as a fur around the neck, which however can’t be seen well in this picture because of the resolution.
Other than with wide field, this object can be well described with longer focal lengths, from 500mm up two a couple of metres, showing several beautiful detail.
Once again the best technique is the use of long exposures, many of which with Ha filter.
I took it during just one winter night, in Macere, that is Lariano, although in the Artena municipality, the hopeless challenger in the preparation of the famous homonymous bread, just that I’ve been munching in that very cold night, on February, last year.
By the way, it was just then, when, around four in that cold morning, I started to take down the station for the nth time, with my frozen fingers, in the weak light of my headlamp, that I planned and promised to arrange a permanent station in a fixed site.
I don’t think, in fact, to have any longer neither the age, nor the enthusiasm of a nomadic astroimager !!

lunedì 9 aprile 2012

Virgo Cluster - The Markarian Chain (Virgo)


Specifiche
Ottica: Astrophysics 130 f/4.5 - CCD QHY8 OSC - Guida in parallelo Philips 900
Montatura: Synta HEQ5
Pose: 18x5m RGB
Guida con K3 - Acquisizione con Nebulosity - Elaborazione con Photoshop
Sito: Frasso Sabino (RM), febbraio 2009

Note
Torno per Pasqua, dopo un lungo ritiro, dedicato anche al ripristino del mio vecchio ZEN, un Maksutov-Gregory da 250mm, un f/12 difficile da maneggiare e mettere a fuoco, sensibile al seeing come un cavallo di razza.  Ma capace di andare sulle piccole galassie con un bel contrasto, grazie anche alla sua bassa ostruzione.
E di galassie voglio parlare, specie delle minori, nei cluster tra Vergine, Leone e Coma Berenicis, dove con una foto ne catturi centinaia, migliaia anche se poi non le vedi nemmeno, come i banchi di alici nelle sciabiche.
Mi intriga molto andarci dentro con lo zoom e scoprire che molti dei puntini sempre più deboli, che sembravano stelline si rivelano lontane galassie, piccoli universi scagliati lontano all'inizio del tempo a creare lo spazio.

Il Cluster della Vergine è un immenso ammasso di galassie situato nella costellazione della Vergine a circa 60 milioni di anni luce dal sistema solare, tra beta Leo e epsilon Virgo, con il grosso delle galassie concentrato ai confini superiori della costellazione, vicino alla beta del Leone, Denebola.
L’ammasso comprende circa 1300 galassie, forse molte di più, fino a 2000, circa il 58% delle quali sono a spirale, il 27% ellittiche e il resto galassie irregolari.
Dell'Ammasso della Vergine fanno parte molti oggetti Messier, tra i quali in particolare le galassie giganti ellittiche M84, M86, M87 e M88. Le prime due costituiscono la coda della Markarian Chain, catena appunto di una diecina di galassie poste più o meno al centro dell’ammasso della Vergine.
Con la sua enorme massa l’Ammasso della Vergine è la più grande struttura accertata nelle nostre vicinanze, su scala intergalattica, il più remoto agglomerato di oggetti che abbia un legame fisico con il Gruppo Locale, che include la nostra Via Lattea e ne influenza tutti i gruppi di galassie con la sua enorme attrazione gravitazionale.
L’ attrazione di un così enorme concentrato di materia ha infatti rallentato le velocità di recessione (l'effetto "Hubble", dovuto all'espansione dell'universo) di tutti i gruppi di galassie intorno, e provocato al contrario un effettivo afflusso di materia verso se stesso (il cosiddetto Virgo-centric flow).

Nella foto è ripresa la cosiddetta catena di Markarian, nella parte centrale del Virgo Cluster, dove una sequenza casuale di galassie forma appunto una catena semicircolare, iniziando da destra con M84 e proseguendo verso sinistra con M86, entrambe giganti ellittiche.
L’intero ammasso si riprende con un largo campo, un 50mm al massimo, che male comunque riesce a distinguere le galassie, per via della scarsa apertura. Occorrono aperture maggiori da usare in qualche sub-area. Tra queste la principale è appunto quella della Markarian Chain che si fa bene a 500mm circa con anche M87.
Servono esposizioni abbastanza lunghe, tipicamente da 10-15 minuti, per molte pose fino ad almeno 2-3 ore, per evidenziare le piccole tracce delle numerosissime galassie nane, anche se sopra i 10 minuti si bruciano i nuclei della principali ellittiche.


Tech Specs
Lens: Astrophysics 130 f/4.5 - Camera CCD QHY8 OSC – Guide webcam Philips 900
Mount: Synta HEQ5
Pose: 18x5m RGB
Guide: K3 – Acquisition: Nebulosity – Processing: Photoshop
Location: Frasso Sabino (RM), february 2009

My Notes

Back from a break, just for the Easter, after a long pause with many events, among which re-establishing my old ZEN, a 10” f/12 Maksutov-Gregory, hard to handle and to focus, sensitive to ‘seeing’ like a thoroughbred. But capable of going into the small galaxies with a bright contrast, also thanks to its reduced obstruction.
That’s just of galaxies I like to report here today, particularly of those minors, almost hidden in major and minor clusters in Virgo, Leo and Coma Berenicis constellations, where a shot catches hundreds of galaxies, even thousands almost invisible shadows, like anchovies shoals in a fishnet.
I like so much to seek into and realize that many of those weak spot traces looking like small stars reveal to be far galaxies, mini universes thrown far away at the beginning of time to form the space.

The Virgo Cluster is a very large cluster of galaxies approximately 60 millions ly away in the constellation Virgo, just between beta Leo and epsilon Virgo, most of galaxies being concentrated at the upper borders, nearby the beta Leo, Denebola.
The cluster is formed by approximately 1300 (and possibly up to 2000) member galaxies, some 58 percent of which are spirals, 27 percent are ellipticals, and the rest are irregulars.
Many Messier objects are in the Virgo Cluster, among which the elliptical giants M84, M86, M87, M88, the first two forming the tail of the Markarian Chain, a semicircular sequence of some ten galaxies roughly placed in the centre of the cluster.
Because of its enormous mass the Virgo Cluster dominates our intergalactic neighborhood, as it represents the physical centre of our Local Supercluster (also called Virgo or Coma-Virgo Supercluster) Its gravitational attraction influences all the galaxies and galaxy groups, slowing down the escape velocities (due to cosmic expansion, the `Hubble effect') of all the galaxies and galaxy groups around it, thus causing an effective matter flow towards itself (the so-called Virgo-centric flow).

In the image the Markarian chain is just shown, in the central portion of the Virgo Cluster, where a chain of galaxies is casually formed starting from M84, on the right (west) and M86 (right-to-left), both giant ellipticals.
The whole cluster can be pictured within a short objective (50mm), although the reduced aperture doesn’t allow to distinguish the small galaxies. Wider optics are needed to use in reduced areas, among which the Markarian Chain  can be well depicted around 500 mm focal lenght.
Long enough exposures are also mandatory, say 10-15 minutes, for at least a couples of hours total, to pick up the weak traces of the small galaxies, although the big elliptical may be fired up for exposures longer than 10 minutes.